Finalità generali presenti nelle indicazioni nazionali per il curricolo

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Finalità generale della Scuola è lo sviluppo armonico e integrale dello studente in quanto Persona, sviluppo che si realizza in un percorso di crescita incentrato sulla promozione della conoscenza, del rispetto e della valorizzazione delle diversità individuali. È una finalità che il nostro Istituto persegue operando nel rispetto della Costituzione e delle  Raccomandazioni dell’Unione Europea e ponendosi come riferimento costante proprio il testo delle “Indicazioni nazionali per il curricolo”.

Nello svolgere l’insostituibile funzione pubblica assegnatale dalla Costituzione della Repubblica, la scuola italiana, statale e paritaria,

-assicura a tutti i cittadini l’istruzione obbligatoria di almeno otto anni (art. 34), elevati ora a dieci;

- contribuisce a rimuovere “gli ostacoli di ordine economico e sociale che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3);

- espleta il suo compito attraverso la collaborazione con la famiglia, che “ha il dovere e il diritto di mantenere, istruire ed educare i figli” (art. 30) nel rispetto dei diversi ruoli e ambiti educativi, nonché con le altre “formazioni sociali ove si svolge la personalità” di ciascuno (art. 2);

- tutela la libertà di insegnamento (art. 33) e l’autonomia funzionale delle scuole (art. 117).

L’aspetto più significativo delle Indicazioni, che risponde appieno alla specificità locale del nostro Istituto Comprensivo, riguarda la scelta della verticalità dell’impianto curricolare, che si distende in progressione dai 3 ai 14 anni. L’asse della continuità è particolarmente forte nel rapporto stretto tra scuola primaria e secondaria di primo grado, intrecciate dalla comune appartenenza al “primo ciclo” di istruzione e dalla comune finalità, ovvero l’elevazione culturale, sociale ed economica di ciascuno studente e del Paese intero. Per garantire a tutti i cittadini pari condizioni di accesso all’istruzione, lo Stato stabilisce che tutte le scuole, statali e paritarie, debbano attenersi alle seguenti norme generali:

- fissazione degli obiettivi generali del processo formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli studenti;

- le discipline di insegnamento e gli orari obbligatori;

- gli standard relativi alla qualità del servizio;

- i sistemi di valutazione e controllo del servizio stesso.

Le “Indicazioni nazionali per il curricolo” non fanno altro che confermare ciò che lo Stato ha stabilito riguardo alla fissazione degli obiettivi generali, degli obiettivi di apprendimento e dei relativi traguardi per lo sviluppo delle competenze dei bambini e dei ragazzi per ciascuna disciplina. Relativamente all’insegnamento della Religione Cattolica, gli obiettivi di apprendimento e i traguardi di sviluppo delle competenze sono definiti d’intesa con l’autorità ecclesiastica (D.P.R. 11/02/2010).

Nel rispetto di quanto richiesto dall’Europa, inoltre, il sistema scolastico italiano assume come quadro di riferimento verso cui tendere le otto competenze-chiave per l’apprendimento permanente, ossia per la vita, stabilite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea (Raccomandazione del 18/12/2006):

  1. comunicazione nella madrelingua
  2. comunicazione delle lingue straniere
  3. competenza matematica e competenze di base in campo scientifico e tecnologico
  4. competenza digitale
  5. imparare a imparare
  6. competenze sociali e civiche
  7. spirito di iniziativa e imprenditorialità
  8. consapevolezza ed espressione culturale.

Il conseguimento di tali competenze non implica da parte degli Stati membri dell’U.E. l’adozione di ordinamenti e curricoli scolastici conformi a uno stesso modello. Al contrario, le differenze storiche e culturali di ogni paese, la diversità di obiettivi specifici di apprendimento e di metodologie d’insegnamento favoriscono e valorizzano i molteplici modi di sviluppare e realizzare tali competenze richieste a ciascuno nella società della conoscenza nell’ottica dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

Il profilo dello studente, che segue, descrive le competenze riferite alle discipline d’insegnamento che un ragazzo deve mostrare di possedere al termine del primo ciclo d’istruzione (scuola primaria e scuola secondaria di I°), che riveste un ruolo preminente all’interno della scuola italiana in considerazione dell’importanza che tale periodo assume nella biografia di ciascun alunno.

Profilo delle competenze al termine del primo ciclo di istruzione

Lo studente al termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola, lo studio personale, le esperienze educative vissute in famiglia e nella comunità, è in grado di iniziare ad affrontare in autonomia e con responsabilità, le situazioni di vita tipiche della propria età, riflettendo ed esprimendo la propria personalità in tutte le sue dimensioni.

Ha consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, utilizza gli strumenti di conoscenza per comprendere se stesso e gli altri, per riconoscere ed apprezzare le diverse identità, le tradizioni culturali e religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco. Interpreta i sistemi simbolici e culturali della società, orienta le proprie scelte in modo consapevole, rispetta le regole condivise, collabora con gli altri per la costruzione del bene comune esprimendo le proprie personali opinioni e sensibilità. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato da solo o insieme ad altri.

Dimostra una padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere enunciati e testi di una certa complessità, di esprimere le proprie idee, di adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni.

Nell’incontro con persone di diverse nazionalità è in grado di esprimersi a livello elementare in lingua inglese e di affrontare una comunicazione essenziale, in semplici situazioni di vita quotidiana, in una seconda lingua europea.

Utilizza la lingua inglese nell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Le sue conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche gli consentono di analizzare dati e fatti della realtà e di verificare l’attendibilità delle analisi quantitative e statistiche proposte da altri. Il possesso di un pensiero razionale gli consente di affrontare problemi e situazioni sulla base di elementi certi e di avere consapevolezza dei limiti delle affermazioni che riguardano questioni complesse che non si prestano a spiegazioni univoche.

Si orienta nello spazio e nel tempo dando espressione a curiosità e ricerca di senso; osserva ed interpreta ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche.

Ha buone competenze digitali, usa con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare e analizzare dati ed informazioni, per distinguere informazioni attendibili da quelle che necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica e per interagire con soggetti diversi nel mondo.

Possiede un patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è allo stesso tempo capace di ricercare e di procurarsi velocemente nuove informazioni ed impegnarsi in nuovi apprendimenti anche in modo autonomo.

Ha cura e rispetto di sé, come presupposto di un sano e corretto stile di vita. Assimila il senso e la necessità del rispetto della convivenza civile. Ha attenzione per le funzioni pubbliche alle quali partecipa nelle diverse forme in cui questo può avvenire: momenti educativi informali e non formali, esposizione pubblica del proprio lavoro, occasioni rituali nelle comunità che frequenta, azioni di solidarietà, manifestazioni sportive non agonistiche, volontariato, ecc.

Dimostra originalità e spirito di iniziativa. Si assume le proprie responsabilità e chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo chiede.

In relazione alle proprie potenzialità e al proprio talento si impegna in campi espressivi, motori ed artistici che gli sono congeniali. È disposto ad analizzare se stesso e a misurarsi con le novità e gli imprevisti.

 



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